Intervista a Lionello Baruzzini

Informazioni aggiuntive

DATA EVENTO

24/08/2021

LUOGO

SAN LORENZO

Tipo di contenuto

Video

INTERVISTATORE

CHIARA GRILLO ALICE ZANIN

Repertorio profano, villotte della tradizione tramandata oralmente e quelle di autori del periodo di dopo la guerra come Gardone. Tante villotte e si cantava bene, il coro era apprezzato in regione e ci chiamavano ovunque per feste e sagre pi? o meno importanti. Sagra del vino di Casarsa e c’era questo coro sulla locandina con pi? di 45 elementi in costume, c’era Ottavio Valerio, presidente dell’ente friuli nel mondo. Il coro faceva bella figura ed era divertente partecipare. Poi aveva un enorme repertorio sacro, primo fra tutti Perosi, la seconde pontificale l’eucaristica la cerviana per voci virili, Candotti, i vespri del Candotti, io ricordo benissimo quando si cantava qui con i solisti Nunzio, Pio Romanel di secondo, Vittorio quain, ogni tanto arrivava a Sam Lorenzo Ottavio Plenizio che era cugino del maestro, cantore della Rai di Milano e della scala ed era capo coro, voce straordinaria. Quando veniva si faceva festa e in quelle occasioni lui faceva il solista. Quest’anno abbiamo scritto qualcosa su di lui nel giornale del paese La Vicinie. Dopo ogni manifestazione si finiva in osteria a finire la festa e l’ha un bicchiere in pi?..iniziava la gara a chi arrivava pi? in alto. Il tutto si concludeva con il grispino che ? un canto che non si sa da dove arriva n? che significato ha, misto di veneto e italiano, cita il testo e accenna alla musica. Pi? forte che si poteva e poi arrivava il finale. Canto a due voci dove il basso fa da contrappunto. Corale che io ricordo mista da sempre, fino al 39-40 era solo maschile. Io sono entrato nel 60 come cantore quando avevo 15/16 anni e cantavo da secondo, poi negli ultimi anni ero finito nei bassi. Poi ho cantato negli anni 70 col Candotti, poi l’esperienza bellissima di Armonie Furlane dall’88, bel ricordo dei miei amici cantori, purtroppo ad oggi sono rimasti in pochi di quel gruppo, non fatemi emozionare. Anche con Armonie furlane siamo venuti qui e don Daniele apprezzava, io cordinavo questo sestetto a volte ottetto, nel 98 abbiamo iniziato, abbiamo cantato subito nella rassegna che si faceva a Sedegliano. L’apice nel 2000 siamo stati a Roma al giubileo. Abbiamo documentazione dell’ingresso a San Pietro grazie a monsignor Canciani. Abbiamo cantato in San Pietro, eravamo in 38 e abbiamo un ricordo che non si pu? cancellare. Fabiola una delle organiste che veniva anche a volte con Armonie furlane. Bose Olindo di Pozzo come organista fisso, ma aiutava anche lei. Lei ? venuta in Canada con noi. Poi c’? anche Giovanna Pagnucco che ci aiuta da qualche anno. Ora da un anno e mezzo siamo fermi. Un po’ di tristezza, perch? viene da dentro, non ? un dovere, una professione, ma speriamo di riprendere a breve. Ultimamente eravamo una ventina. Problema di tutti i cori e quindi a mano a mano che si spegne ? difficile rimpiazzare, giovani pochi, giovanissimi zero assoluto. Ci vuole entusiasmo e voglia, si viene per il piacere di stare assime e dare qualcosa al paese. Il paese non ? che risponde sempre con entusiasmo